Strada o galleria: meglio un uovo oggi o una gallina forse dopodomani?

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Il 9 giugno saremo chiamati a esprimerci sull’iniziativa popolare per una “Circonvallazione del Basso Macantone tutta in galleria”. Trovo giusto che il popolo si possa esprimere su questo argomento, così importante per il futuro del Malcantone, sebbene abbia rallentato i lavori di pianificazione della regione di un paio d’anni.

Il peso del traffico tra Agno e Ponte Tresa è catastrofico. La scelta che dobbiamo compiere alle urne è purtroppo un po’ come quella che si pone a un vegetariano quando deve scegliere se mangiare una bistecca o un pollo arrosto: qualsiasi scelta avrà un gusto sgradito, ogni decisione sarà sbagliata perché la questione sarebbe da affrontare in modo diverso, con una visione più ampia. Nel nostro caso il modo giusto di trattare la mobilità nel Malcantone sarebbe quello di votare sul potenziamento del trasporto pubblico e far sì che la mobilità privata, sia interna che frontaliera, usi i mezzi pubblici lasciando la vettura a casa o in comodi park+ride oltre confine. Solo così si affronterebbe il problema alla radice e con uno sguardo rivolto al futuro e non al passato: si toglierebbe il traffico e si migliorerebbe la qualità di vita dei cittadini.

Il prossimo 9 giugno dobbiamo però votare sulla circonvallazione Agno-Bioggio. Nel 2011 il Gran Consiglio ha votato un credito di costruzione di 133.7 milioni, risultato di un lungo e faticoso iter politico e pianificatorio durato più di vent’anni. È una soluzione di compromesso, una soluzione che risponde alle condizioni contrastanti poste dal territorio e alle esigenze e attese dei Comuni toccati da questo progetto stradale. Ma il tracciato della circonvallazione è purtroppo tortuoso e risolve parzialmente i problemi della viabilità invadendo anche terreno pregiato in zona lago.

La Lega ci mette sul tavolo una variante che a prima vista sembra niente male. Una galleria che toglie tutto il traffico dai paesi, tunnel e via! Ha avuto vent’anni per proporla e invece arriva a due minuti dalla mezzanotte (e mancava un mesetto alle elezioni). La galleria dovrà essere ancora studiata e progettata e costerà almeno 300 milioni in più della strada già approvata e condivisa da tutti i comuni e gli enti locali coinvolti. Verosimilmente non godrà nemmeno dei sussidi della Confederazione, per cui sarà da pagare interamente dal Cantone.

Accettare la galleria significa fare un salto nel vuoto e dover aspettare almeno un’altra ventina di anni senza poter compiere alcun intervento viario condiviso nella regione. Questo senza sapere nemmeno se ci sono i fondi per farla.

Va poi ricordato un dettaglio, siccome talvolta in politica la memoria non aiuta: la galleria è stata scartata a suo tempo in fase di pianificazione. Seduti a un tavolo, con serietà e senza elezioni dietro l’angolo si sono valutati benefici e difetti e alla fine si è deciso di soprassedere. I difetti non sono di poco conto: probabilmente la galleria dovrebbe essere a due tubi distinti, e questo causerebbe costi esorbitanti (circa un miliardo di franchi), e come detto, bisognerebbe ripartire da zero e ricostruire tutto il consenso regionale che la strada di superficie ha già conquistato.

La gestione del traffico malcantonese è un sfida difficile e importante per i politici ticinesi. “Fare gli indiani”, opporsi senza se e senza ma alla strada di superficie e lasciare tutto il comparto viario disastroso come è adesso, rinviare tutto alle calende greche non è una soluzione che riesco a condividere. Purtroppo dire sì alla galleria provocherebbe proprio questo.

Fabio Canevascini

Deputato al Gran Consiglio

Pubblicato sul CdT

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