risposta: Discarica di materiali inerti di Petasio: tutto a posto?

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Signor
Fabio Canevascini
e cofirmatari
Deputati al Gran Consiglio

Interrogazione 6 novembre 2012 no. 272.12
Discarica di materiali inerti di Petasio: tutto a posto?

Signori deputati,

facciamo riferimento all’interrogazione citata e sentiti i servizi tecnici del Dipartimento del territorio preposti al controllo e alla sorveglianza della gestione della discarica per materiali inerti del Petasio, rispondiamo di seguito alle vostre domande.

1. Il Consiglio di Stato è a conoscenza che la discarica di Petasio crea malcontento tra la popolazione della zona?

Nel corso degli ultimi anni i cittadini dei Comuni sede della discarica hanno inoltrato numerose lamentele ai servizi tecnici del DT e in particolare agli Uffici competenti della Sezione protezione aria, acqua e suolo (SPAAS). I reclami si riferivano principalmente alla formazione di polvere, all’eccessivo rumore e al non rispetto degli orari di apertura.
A questi reclami i servizi cantonali hanno regolarmente reagito, segnalando i disagi al gestore della discarica che ha cercato di porvi rimedio. Occorre ammettere che le  misure richieste non sono sempre state adottate con la necessaria tempestività e ciò ha generato ulteriore malcontento in parte della popolazione.

Negli ultimi due anni sono stati organizzati  alcuni incontri informativi con le autorità locali e con la popolazione per illustrare le problematiche legate alla gestione della discarica. Segnaliamo in particolare la serata pubblica del 1° febbraio 2010 per presentare la tappa 2 della discarica, il sopralluogo in discarica, richiesto dagli abitanti di Camignolo, del 27 settembre 2011 e la giornata delle porte aperte del 13 ottobre 2012 organizzata dal gestore.

Durante i numerosi incontri avuti con i rappresentanti dei Comuni di Mezzovico-Vira e Monteceneri e con il gestore, i responsabili degli Uffici cantonali hanno avuto modo di discutere, proporre e in parte attuare una serie di misure per mitigare in qualche modo gli inconvenienti segnalati dalla popolazione e dalle autorità locali.
In particolare, durante un incontro avuto durante il mese di novembre dello scorso anno, è stata esaminata la possibilità di designare un responsabile in grado di assicurare la presenza costante sul posto in modo da favorire controlli regolari e azioni tempestive in caso di problemi.

Nel frattempo questa possibilità è stata ulteriormente approfondita; la copertura dei costi di questi ulteriori controlli potrà essere assicurata dall’autorità cantonale mentre lo svolgimento di questa attività sarà regolato da una specifica convenzione che andrà sottoscritta dal DT, dai Comuni di Mezzovico-Vira e Monteceneri e dal gestore della discarica.

2. Il Consiglio di Stato è a conoscenza che diversi punti della Convenzione stipulata fra gestore e Dipartimento del territorio non sembrano essere rispettati?

La Convenzione stipulata il 21.04.2011 fra il gestore della discarica, il Dipartimento del territorio e i Comuni di Mezzovico-Vira e Monteceneri contiene una dettagliata lista di controllo che elenca le condizioni e gli oneri (suddivisi in 5 capitoli principali) che disciplinano gli orari e le condizioni d’esercizio, la protezione dell’ambiente (aria, acqua, suolo, ecc.), i dissodamenti e il susseguente ripristino del bosco.
I punti della lista di controllo sono mensilmente oggetto di verifica da parte dei rappresentanti del Cantone e dei due Comuni, del gestore della discarica e del consulente ambientale assunto a tale scopo.
La maggior parte dei punti appena indicati è rispettata, mentre al momento la condizione legata ai rimboschimenti compensativi lo è solo in parte. In effetti, come confermato dalla Sezione forestale, il grado di attecchimento delle nuove piantagioni è stato finora insufficiente. Tra le cause vi sono l’insufficiente apporto di terra vegetale, la siccità accompagnata da una carente irrigazione, le microerosioni provocate dallo sfalcio dell’erba e dalla brucatura di animali (capre e ungulati). Nei prossimi mesi l’autorità forestale valuterà quali misure adottare per fronteggiare la situazione. Al riguardo va però ricordato che a garanzia della buona riuscita dei rimboschimenti compensativi il gestore ha sottoscritto due garanzie assicurative per un importo complessivo di 350’000 CHF, con le quali la Sezione forestale ha la facoltà di sostituirsi al gestore qualora le carenze nel rimboschimento non dovessero essere risolte.
Come detto in precedenza, le altre condizioni contenute nella Convenzione sono rispettate. Le misure previste, in particolare quelle naturalistiche e di compensazione – articolo 18 1.ter della Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio – potranno essere ultimate nei tempi stabiliti dal progetto, al termine della tappa 2 quando la discarica sarà ultimata.

Puntualmente, restano da risolvere alcuni problemi legati al deposito di materiale limoso, proveniente dal dilavamento delle scarpate, che interessano gli stagni situati a valle della tappa 2, ma che dovrebbero però risolversi con il graduale inerbimento delle scarpate. L’allontanamento del materiale in eccesso presente negli stagni è invece previsto entro la metà del 2013.
La creazione di biotopi umidi sostitutivi è stata realizzata, come da programma, all’inizio di ogni tappa di deposito; questi elementi svolgono la loro funzione in modo soddisfacente.

3. Il Consiglio di Stato condivide l’opinione che il rispetto di quanto pattuito (tempestivo rinverdimento delle scarpate, costante irrigazione dei depositi e pulizia delle strade infangate), contribuirebbe già oggi a ridurre i crescenti disagi alla popolazione locale

Ribadendo quanto espresso nella risposta al punto precedente, confermiamo il costante impegno dei servizi cantonali nel far rispettare le condizioni poste dalla Convenzione in vigore. Nel corso degli ultimi anni si è cercato di affrontare in modo serio, e con risultati soddisfacenti malgrado le oggettive difficoltà legate alla gestione di un impianto di questo tipo, il problema dell’insudiciamento della strada cantonale nei tratti a nord e a sud della rotonda di accesso alla discarica, della formazione di polvere sul corpo della discarica (specialmente durante le giornate ventose) e del mancato rinverdimento delle scarpate (vedi risposta alla domanda n. 2).

Purtroppo però il crescente afflusso in discarica di materiale di scavo, in particolare quello limoso/argilloso – a causa delle limitate capacità della discarica di Stabio (unica discarica per materiali inerti nel Sottoceneri oltre a quella del Petasio) e del boom edilizio in corso – ha reso più difficoltosa l’attuazione delle misure necessarie per ridurre i disagi alla popolazione locale.

4. Corrisponde al vero che parte dell’acqua dei serbatoi previsti per l’innaffiamento è utilizzata per la lavorazione di materiali (come ad esempio scarti di cava) per essere poi rivenduti? (le relative autorizzazioni cantonali e comunali per la lavorazione dei materiali di cava sono state rilasciate?)

Il progetto per la realizzazione della discarica per materiali inerti del Petasio, elaborato nel 2001 e il rapporto di impatto ambientale prevedevano anche un centro di lavorazione/riciclaggio. Tale impianto, entrato in esercizio nel 2007 e ubicato inizialmente sulla Tappa 1, ha subito nel corso degli anni diverse modifiche e spostamenti. L’ultimo ampliamento e spostamento (sulla sommità della Tappa 3) è stato formalizzato nel 2010 con l’ottenimento il 26 ottobre 2010 (ex. Comune di Rivera ora Monteceneri) e il 20 ottobre 2010 (Comune di Mezzovico-Vira) delle rispettive licenze edilizie.

La lavorazione degli scarti edili in entrata alla discarica (materiale di scavo e demolizione, non scarti di cava), se ritenuti idonei al riciclaggio, prevede anche il loro lavaggio. L’acqua necessaria per il lavaggio di questi materiali viene prelevata dai medesimi contenitori d’acqua (4 serbatoi da 40’000 m3 + 3 silos da 80’000 m3 ubicati sulla sommità della Tappa 1.) che servono a contenere  e limitare la polvere sulle strade d’accesso alla discarica, sulle piste interne (tramite un’apposita autobotte) e sui piazzali, compreso quello dell’area di riciclaggio.

5. Considerate le esperienze fatte fino ad oggi, il Consiglio di Stato ritiene opportuno ampliare la discarica con questo gestore?

Al momento sono in corso le procedure pianificatorie per la ricerca e la determinazione di siti idonei per nuove discariche per materiali inerti su tutto il territorio cantonale.

In tale contesto nei prossimi mesi sono previsti i seguenti passi procedurali:

  • conclusione dello studio per la ricerca di nuovi siti
  • aggiornamento e messa in consultazione della scheda di Piano Direttore V7 “Discariche” e del cap. C “Rifiuti edili” del Piano di gestione dei rifiuti (PGR)
  • adozione della scheda V7 e del PGR modificati
  • modifica se necessario dei Piani regolatori comunali, rispettivamente elaborazione dei Piani di utilizzazione cantonali (PUC).

L’eventuale ampliamento della discarica del Petasio potrà essere confermato o meno in funzione dello sviluppo delle procedure appena descritte, in funzione delle effettive esigenze di reperire adeguati volumi di deposito per gli inerti ma anche tenendo conto delle risposte che le autorità locali forniranno durante le diverse fasi di consultazione.

Le modalità di gestione delle future discariche saranno decise contestualmente alle procedure appena menzionate. Lo scrivente Consiglio si riserva di valutare l’opportunità di procedere con un concorso pubblico per quanto riguarda la gestione dei nuovi impianti (compresa l’eventuale nuova tappa di deposito al Petasio), analogamente a quanto fatto per la discarica di Gambarogno-Magadino (Quartino).

6.   Lo stato di salute del bosco confinante con la discarica è costantemente monitorato?

L’Ufficio forestale di circondario controlla regolarmente la superficie boscata, compresa anche quella confinante con la discarica.
Nel 2011 questo Ufficio ha redatto un rapporto in merito alla moria delle piante confinanti con l’area di cantiere della discarica. Sono state individuate due superfici distinte, entrambe nella parte alta della Tappa 1. La causa della moria (in particolare castagni) è da ricondurre a diverse concause: l’incendio del 1997 che ha indebolito le piante, la siccità del periodo estivo, il suolo poco profondo e da ultimo, ma probabilmente decisivo, la polvere prodotta dall’attività della discarica. Il fenomeno è piuttosto limitato e non colpisce altre essenze quali ad esempio betulle e rovere. Il bosco in generale non è quindi messo a rischio.

Vogliate gradire, signori deputati, l’espressione della nostra stima.

PER IL CONSIGLIO DI STATO
Il Presidente: P. Beltraminelli
Il Cancelliere: G. Gianella

Copia:

  • Dipartimento del territorio, Residenza
  • Divisione dell’ambiente, Residenza
  • Sezione protezione aria, acqua e suolo, Residenza
  • Sezione sviluppo territoriale, Residenza

Discarica Petasio 272.12

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