Reintrodurre i corsi linguistici di reinserimento per i disocuupati

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

GC del 27.05.2013, intervento PS / Fabio Canevascini

Appoggio al Rapporto 6723R della Commissione della Gestione e delle Finanze sulla mozione 26 giugno 2012 “Reintrodurre i corsi linguistici di reinserimento per i disoccupati”

Signor Presidente,
Signora Consigliera di Stato,
Care colleghe e cari colleghi,

stiamo certamente vivendo un periodo difficile non facile: il massiccio impiego di manodopera frontaliera nei più svariati ambiti della nostra economia fa sì che i posti di lavoro a disposizione dei ticinesi siano più a rischio rispetto al passato. E questo anche in quei settori dove i lavoratori indigeni ci sarebbero ma sono sostituiti a causa di un dumping salariale la cui prima responsabilità ricade comunque su chi li assume per pagarli con salari impossibili per i residenti, ma che i frontalieri accettano. Questo naturalmente, come tutti sappiamo, crea una spirale perniciosa e discendente sui salari e riduce la possibilità di arrivare alla fine del mese per molte famiglie ticinesi. Inoltre questa corsa al ribasso dei salari fa anche sì che l’economia tutta ne soffra perché se i soldi non ci sono, non si può neppure spenderli per sostenere l’economia locale…

Sto dicendo cose ovvie, me ne rendo conto, ma è importante lo stesso ripetercele, care colleghe e cari colleghi. Questo meccanismo perverso, dicevo, genera crescenti difficoltà per chi vive in Ticino nella ricerca di un posto di lavoro, anche nel settore terziario. Ambito dove le lingue straniere, come fa notare il messaggio del CdS, sono molto importanti. Ma non ci possiamo limitare solo ai settori commerciale e amministrativo. Come indica bene il Rapporto della Commissione della Gestione, anche nella vendita e nella ristorazione si potrebbe benissimo usufruire di maggiori competenze linguistiche, non foss’altro che competenze di base, parlate, e necessarie per offrire un prodotto economico di maggior pregio, soprattutto in un Cantone che ha una spiccata vocazione turistica. E non solo. In un paese come la Svizzera, una ‘’Willensnation’’ che ha fatto del plurilinguismo uno dei capisaldi sui quali è basata la nostra convivenza, avere buone conoscenze linguistiche nelle lingue nazionali ma anche nell’inglese è quasi più un dovere e una necessità che un semplice auspicio.

Siamo tutti consapevoli che quando c’è crisi è necessario risparmiare e per farlo una buona regola è quella di cominciare dal limitare gli sprechi. Questo vale tanto nell’economia domestica, quanto, su più larga scala, nelle scelte economiche dello Stato. Condividiamo le preoccupazioni del CdS sullo sperpero di soldi nel caso di partecipanti che non si impegnano a sufficienza nei corsi loro proposti. Se alcuni partecipanti ai corsi di lingue non si impegnano e per questo motivo non raggiungono risultati che giustificano l’investimento di denaro pubblico in questo tipo di attività, che vengano allontanati dai corsi e come suggerisce il Rapporto della Commissione della Gestione, si ponga a loro carico il costo del corso. Questa proposta è buona e ci sembra andare nella direzione di una responsabilizzazione dei cittadini i quali non dovrebbero avere la percezione che ciò che viene fornito dallo Stato come incentivo formativo sia da considerarsi come una cosa dovuta e dalla quale non ci si aspetta un risultato o per lo meno un certo impegno personale.
L’impiego di denaro pubblico al fine di fornire un servizio deve essere vissuto responsabilmente secondo una posizione che vede lo Stato come finanziatore e il cittadino come attore impegnato e responsabile. EVTL TRALASCIARE IN LETTURA: Battere questa strada significa mantenere viva l’idea di uno Stato sociale attivo ma fuori da una logica puramente assistenzialista.

Ma naturalmente non ha senso punire tutti per le mancanze di alcuni. Siamo sicuri che i partecipanti desiderosi di apprendere e di sfruttare al meglio l’occasione di svolgere un corso di lingua siano almeno altrettanto numerosi e – detto tra noi – ci auguriamo che siano molti più di quelli svogliati. Per cui i corsi vanno pensati per questo tipo di disoccupati e non cancellati a causa degli scarsi risultati di alcuni.

Per tutti questi motivi il mio Gruppo vi invita ad accettare le conclusioni del rapporto della Commissione della Gestione la mozione e chiede al CdS di continuare a vegliare affinché non diventi uno spreco di denaro pubblico quello che è un utile e ottimo strumento per mettere le persone -alla ricerca di un posto di lavoro- nella condizione di fare quello che sanno fare nel modo migliore possibile.
Sia che si tratti del lavoro in un ufficio, sia che si tratti di persone che lavorano nell’ambito della ristorazione o della vendita, saper parlare qualche lingua in più è sicuramente una delle condizioni di base per proporre maggiore qualità nei servizi che intendiamo offrire nel nostro Cantone.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Fabio Canevascini.

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