Novembre… le foglie cadono a terra, i premi cassa malati salgono alle stelle

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Siamo in novembre e come ogni anno le casse malati si fanno aggressive nel cercare di accaparrarsi nuovi “buoni clienti” entro la fine del mese, data limite entro la quale ognuno di noi può cambiare assicurazione indipendentemente dal fatto che per l’anno venturo ci sia o meno un aumento dei premi. In ogni caso un aumento ci sarà anche nel 2014. È vero, in Ticino sarà meno marcato che nel resto della Svizzera, però ci sarà e per alcune casse assai consistente. Per cercar di farvi fronte si sarà indotti ad alzare le franchigie e così al primo malanno ci sarà un salasso per l’assicurato. Mi chiedo: come mai i premi in Ticino invece di venir aumentati non vengono ridotti, dopo che le assicurazioni malattia hanno incassato abusivamente centinaia di milioni da noi ticinesi per costituire riserve in altri cantoni o, peggio, per finanziarvi le cure locali?

Fino a pochi anni fa la politica ci diceva che il Ticino era un Cantone nel quale si ricorreva troppo spesso al medico e agli ospedali e che questo giustificava dei premi più alti della media svizzera. Ora sappiamo che da alcuni anni non è più così ma che ci hanno “alleggerito” per tenere bassi i premi di altri Cantoni. Verosimilmente questi soldi pagati in più ci saranno resi solo in minima parte ma finora non se ne vede l’ombra.

 

Il consigliere di Stato Beltraminelli intanto che fa? Per risparmiare decide di tagliare di una quindicina di milioni i sussidi per gli assicurati in difficoltà. Il nove per cento di soldi in meno, concretamente quasi 30 fr in meno per un premio mensile di 300 fr.

Ci piacerebbe vederlo maggiormente attivo nel cercare di vincolare i premi ai relativi costi cantonali, e di farlo anche retroattivamente permettendoci di tornare in possesso dei quattrini pagati in eccesso per anni e anni. Le ticinesi e i ticinesi pagano premi ancora ben al di sopra della media svizzera e questo anche se gli stipendi nel nostro Cantone sono tra i più bassi nella media elvetica e la disoccupazione tra le più alte, specie la giovanile.

Il direttore del Dipartimento della socialità (che non si sdraia certo sui binari per evitare di infierire sui più deboli come ha fatto invece chi l’ha preceduto) avrebbe fatto meglio a dimostrarsi più combattivo con Berna nella restituzione di quanto ci è stato sottratto dalle casse malati.

 

E intanto che facciamo? Cominciamo con il vedere chi decide gli aumenti dei premi. Sono le casse malattia stesse, e in che modo li calcolano non è chiaro a nessuno, salvo forse a loro. Non è difficile da capire: esistono circa 60 casse in Svizzera che offrono la bellezza di 300’000 prodotti assicurativi diversi. Come fare per mettere ordine in tutta questa confusione (nemmeno l’Ufficio federale della sanità pubblica riesce a capirci granché…), tra le pieghe della quale le casse pagano stipendi esorbitanti ai loro manager e spendono milioni di franchi per campagne di marketing? Il Partito Socialista una proposta l’ha fatta: la cassa malati unica pubblica che garantirà un’assicurazione più trasparente, più semplice e accessibile e più a buon mercato. L’anno prossimo saremo probabilmente chiamati a esprimerci su questa proposta che permetterà di diminuire i premi e di avere un maggior potere contrattuale con i fornitori di prestazioni mediche. Eliminando una montagna di burocrazia costosissima.

Ma intanto prepariamoci a votare contro i tagli ai sussidi di cassa malati 2014 che il centrodestra (Lega, PLR, PPD e UDC) del Gran Consiglio approverà la settimana prossima e che saranno sottoposti a referendum come già annunciato da Ps e Verdi.

 

Fabio Canevascini, deputato PS al Gran Consiglio

Pubblicato su La Regione

 

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