Lucendro: riversione degli impianti idroelettrici (rapporto al M6858)

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Rapporto redatto da Fabio Canevascini sul M 6858 Istanza di rinnovo della concessione per l’utilizzazione delle acque della zona del S. Gottardo (impianti idroelettrici del Lucendro) presentata da Alpiq Hydro Ticino SA, Airolo, ed esercizio del diritto di riversione
Il messaggio del Consiglio di Stato e il rapporto possono essere scaricati:
http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/6858.htm

RAPPORTO

 1.      PREMESSE

Il 31 dicembre 2024 giungerà a scadenza la concessione di cui è al beneficio Alpiq Hydro Ticino SA, Airolo per l’utilizzazione delle acque della zona del San Gottardo a fini idroelettrici. In data 11 dicembre 2009 Alpiq Hydro ha presentato un’istanza di rinnovo della concessione sulla base dell’art. 58a della Legge federale del 22.12.1916 sull’utilizzazione delle forze idriche (Legge sulle forze idriche, LUFI, RS 721.80). Il Cantone è tenuto a evadere l’istanza entro la fine del 2014.

In Ticino la tematica è regolata dalla nuova Legge sull’utilizzazione delle acque del 7 ottobre 2002 (LUA, RL 9.1.6.1) e dal relativo Regolamento sull’utilizzazione delle acque del 29 aprile 2003. La LUA oggi vigente prevede all’art. 17 cpv. 1 che “alla scadenza della concessione lo Stato esercita il suo diritto di riversione conformemente all’art. 67 LUFI”. Sino all’emanazione della nuova versione della LUA, risultava applicabile la legge sull’utilizzazione delle acque del 17 maggio 1894, che non regolava la tematica del diritto di riversione. Poiché il decreto legislativo di rinnovo della concessione emanato nel 1988 prevede esplicitamente all’art. 10 che il Cantone Ticino eserciti il diritto di riversione e ne regolamenti le modalità, in virtù di questa menzione la riversione è indubbiamente possibile a tutti gli effetti, sebbene la LUA vigente al momento del rilascio della concessione non ne disciplinasse l’istituto.

Inoltre al cpv. 2 la LUA stabilisce che “Lo Stato può rinunciare allo sfruttamento in proprio solo quando non vi ostino motivi di pubblica utilità, in generale quando non siano pregiudicati gli interessi cantonali.”. Come risulta dal Messaggio del Consiglio di Stato, cui si aderisce integralmente, la riversione è nel pieno interesse del Cantone.

Peraltro anche il Piano Energetico Cantonale (Piano d’azione 2013) persegue gli stessi indirizzi strategici (vedi in particolare le pagine 41 e 42, testo da me evidenziato):

“Il perseguimento di questi indirizzi strategici implica dunque un’azione coordinata e globale negli ambiti seguenti:

  • produzione sul territorio cantonale, in particolare da fonti rinnovabili;
  • importazione di energia elettrica necessaria alla copertura del fabbisogno;
  • distribuzione razionale ed efficiente dell’energia;
  • promozione del risparmio e dell’uso razionale dell’energia (efficienza ed efficacia energetica), attraverso provvedimenti tecnici abbinati a cambiamenti nelle scelte dei singoli cittadini e degli operatori economici;
  • promozione dell’efficienza e dell’efficacia energetica, in particolare nei settori dei processi produttivi e del commercio e servizi.

Gli indirizzi operativi sono i seguenti: Produzione di energia a livello cantonale (cfr. Parte settoriale Schede P.1, P.2, P.3, P.5):

  • pianificare l’ammodernamento degli impianti idroelettrici di proprietà dell’AET;
  • procedere con le riversioni dei grandi impianti idroelettrici privati presenti sul territorio cantonale alla scadenza delle concessioni, cosa che permetterà di gestire in proprio le risorse e garantire nel contempo una maggiore copertura del fabbisogno”.

Come si vede questa riversione è in perfetta sintonia con la politica energetica cantonale a breve e a lunga scadenza.

 

2.      ALCUNE RIFLESSIONI SUL FUTURO DEL MERCATO ELETTRICO SVIZZERO E EUROPEO

Quale spunto di riflessione per consolidare le conclusioni del seguente rapporto inserisco alcuni dati riguardanti la redditività prevista e futura dell’impianto (e quindi della riversione) all’interno del fluido e dinamico (e non facilmente prevedibile) mercato elettrico elvetico e internazionale.

L’evoluzione delle energie rinnovabili sovvenzionate farà sì che la quota di energia solare ed eolica aumenterà sempre di più. Queste energie sono per loro natura stocastiche e non programmabili. Poter disporre di un impianto di accumulazione molto flessibile e performante come il Lucendro sarà sicuramente un vantaggio per il Cantone Ticino indipendentemente dal prezzo di mercato dell’energia elettrica sul quale oggi è oggettivamente molto difficile fare delle previsioni a medio lungo termine.

In ogni caso, già oggi l’impianto del Lucendro è utilizzato per la regolazione della rete elettrica ad alta tensione di competenza di Swissgrid e per la produzione di energia di super peak. La prevista messa fuori servizio delle centrali nucleari svizzere a partire dal 2019 dovrebbe accentuare il valore e l’importanza della flessibilità di questa centrale, che dispone di una capacità di accumulazione di 35 milioni di metri cubi.

Gli studi effettuati sullo stato degli impianti e sulla necessità di investimenti durante i prossimi 40 anni per la parte di genio civile e per quella elettromeccanica dimostrano che non si prevede la necessità di sostanziali interventi, se non quelli della normale sostituzione degli elementi tecnici che giungono alla fine del loro normale ciclo di utilizzo.

Tutti questi fattori, sia presi singolarmente, sia nel loro complesso, permettono di prevedere un costo di produzione del Lucendro particolarmente concorrenziale, indipendentemente da quella che sarà l’evoluzione del mercato. E questo a maggior ragione se si considera che l’energia elettrica sarà un bene sempre maggiormente richiesto e che l’impianto del Lucendro funziona essenzialmente per caduta (e quindi crea realmente energia elettrica).

Gli studi e le analisi affermano anche che a lungo termine (15+ anni) soprattutto nel contesto internazionale i bacini idroelettrici (svizzeri e non solo) diventeranno di nuovo interessanti anche perché fungeranno da ‘’batteria’’ per la rete europea.

La riversione avverrebbe quindi al momento migliore, tra una decina di anni, superato il difficile momento di transizione del modo di produzione elettrica nel contesto europeo.

3.      CONSEGUENZE DELL’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RIVERSIONE

Va innanzi tutto rilevato che anche il governo di Uri ha formulato identica proposta di rifiuto della domanda di concessione di Alpiq e di esercizio del diritto di riversione sugli impianti. Nella sua seduta del 20 novembre 2013 il Gran Consiglio del Cantone di Uri ha accolto in forma plebiscitaria con 60 voti a favore e nessun contrario questa proposta. Si tratta ora di fare lo stesso anche dal lato ticinese, accogliendo il Messaggio governativo.

Esercitato il diritto di riversione si renderà necessario intavolare delle trattative con il Canton Uri aventi per oggetto, fra gli altri, temi quali le quote di partecipazione, la titolarità, l’utilizzazione degli impianti, le quote di comproprietà e la gestione degli impianti. Occorrerà altresì avviare, di concerto con il Canton Uri, le trattative con Alpiq Hydro per definire le condizioni dell’esercizio del diritto di riversione, in particolare per la definizione dell’indennità di riversione e concordare gli interventi.

La volontà del Consiglio di Stato di recuperare le acque ticinesi e di gestirle tramite l’AET è condiviso e riceve il plauso di questa commissione. La riversione delle strutture del Lucendro e Sella è il primo caso di un ritorno in mano pubbliche di una grossa struttura (più di 60 MW), oltretutto gestita finora privatamente, dopo i noti casi della Biaschina e del Tremorgio nel 1959, del Piottino nel 1972 e nel 2002 di Ponte Brolla (SES). Si tratta quindi di finalmente continuare sulla strada a suo tempo imboccata con grande lungimiranza con la costituzione di AET e di compiere un primo passo in attesa di quelli futuri che seguiranno a partire dal 2035, inizio delle scadenze per le concessioni OFIMA, e nel 2042 per quelle di OFIBLE di cui per entrambe il Cantone è comunque già azionario.

Nel caso specifico l’esercizio del diritto di riversione è confortato dai costi contenuti (stima complessiva per i due Cantoni coinvolti: 5 mio di franchi), dal buono stato in cui versano gli impianti, dal basso ammontare degli investimenti importanti e degli investimenti di modernizzazione necessari. Inoltre la redditività dell’impianto è molto buona e come detto si integra perfettamente nella strategia energetica a lungo termine del Cantone.

Ad oggi le acque sono suddivise tra il Cantone Ticino e Canton Uri in ragione del 45% rispettivamente 55%. In fase di trattativa il Cantone Ticino dovrà adoperarsi per ottenere una distribuzione di vantaggi e di oneri favorevoli per il nostro Cantone.

4.      CONCLUSIONI

La presente commissione invita il Gran Consiglio ad accettare il messaggio n. 6858 del 15 ottobre 2013 che chiede in particolare:

  • di respingere la domanda di rinnovo della concessione per l’utilizzo delle acque presentata da Alpiq Hydro Ticino SA;
  • di autorizzare il Consiglio di Stato a procedere alle pratiche necessarie per la riversione degli impianti conformemente all’articolo 10 del decreto legislativo del 29 novembre 1988.
  • di avviare, di concerto con il Canton Uri, le necessarie trattative con Alpiq Hydro Ticino SA per definire le condizioni dell’esercizio del diritto di riversione, in particolare per la definizione dell’indennità di riversione e concordare gli interventi di miglioria necessari per assicurare un’ottimale e razionale funzionalità degli impianti;
  • di concordare con il Canton Uri le modalità di utilizzo delle acque (il Canton Ticino tramite l’AET).

La Commissione invita il Gran Consiglio ad aderire al Decreto legislativo allegato al messaggio n. 6858.

Per la Commissione speciale energia:

Fabio Canevascini, relatore

Badasci – Caverzasio – Dadò – De Rosa – Dominé –

Filippini – Foletti – Garzoli – Jelmini – Lepori – Maggi –

Orsi – Passalia – Sanvido – Schnellmann

Il messaggio del Consiglio di Stato e il rapporto possono essere scaricati:
http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/6858.htm

 

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