Falò delle Alpi: discorso Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Care amiche e cari amici del Falò delle Alpi, sono un ingegnere e da oltre 10 anni lavoro alla progettazione e costruzione di AlpTransit. Attualmente sono sostituto capoprogetto presso il Comparto Biasca, ci occupiamo della tratta a cielo aperto che si estende per circa 7 chilometri a sud del portale della GBG fino al Nodo della Giustizia (sono i vari rilevati, sottopassi, ponti e gallerie a cielo aperto che vedete sulla destra siete in treno direzione gottardo)

Questa sera in cinque minuti vorrei ricordarvi dal punto di vista di un ingegnere perché siamo qua ad accendere questo fuoco che da più di un quarto di secolo ricorda a tutti gli abitanti dell’arco alpino come questo prezioso patrimonio naturalistico che ci contraddistingue vada protetto in tutti i modi possibili.

Il San Gottardo è uno dei simboli più forti che concorrono a formare la nostra identità come Svizzeri e come cittadini di Cantoni di montagna. E sappiamo che un altro dei simboli importanti della nostra identità come Ticinesi è quello della mobilità, dell’essere una terra di transito e collegamento tra sud e nord. Non per nulla la Coalizione ticinese che si batte da anni contro il raddoppio del Gottardo autostradale si chiama “Per un collegamento sud-nord sostenibile e scorrevole”.

Le vie di comunicazione servono a collegare luoghi di partenza e di destinazione, ma ovviamente devono anche garantire lo sviluppo di tutte le comunità che si trovano lungo la via di comunicazione stessa. I centri sono importanti, ma anche il territorio ed i suoi piccoli e medi insediamenti hanno diritto a crescere in modo sostenibile grazie alle vie di comunicazione.

Non serve che io racconti dell’importanza del San Gottardo quale asse di attraversamento transalpino. Dalla conquista della Gola della Schöllenen, lo sviluppo del Canton Ticino è stato fortemente condizionato da questa storica via di comunicazione. In questo ambito, un’altra importante pietra miliare per quanto riguarda il Gottardo è sicuramente l’inaugurazione della galleria stradale del San Gottardo nell’autunno del 1980. Questo primo collegamento viario, garantito anche nei mesi invernali, tra la Svizzera italiana e tedesca ha dato una forte spinta allo sviluppo economico del Canton Ticino. Ha anche, come sappiamo, causato e continua a causare parecchi fastidi: traffico, inquinamento e, da qualche tempo, l’idea di raddoppiare la galleria… sono tutti effetti collaterali di questa opera che a suo tempo è stata un’opera innovativa.

Aperta la galleria, sono arrivati i camion: sempre più numerosi e quindi con sempre maggior inquinamento. Nel 2000 sono stati 1,4 milioni. Una situazione alla quale porre rimedio. Negli anni Novanta la politica svizzera, in collaborazione con un popolo capace di decidere in un’ottica solidale e lungimirante, ha capito che occorreva mettere un freno a tale dinamica, per poter salvaguardare la popolazione e l’ambiente dagli effetti negativi del benessere economico. È stata questa la base e la motivazione del progetto AlpTransit.

ALPTRANSIT è il futuro. IL NOSTRO FUTURO. Il futuro svizzero del trasporto delle merci! Ma non solo. Per me, AlpTransit è la nuova forma e declinazione dei preziosi concetti di unione, solidarietà e federalismo concreto – in breve, di ciò che rappresenta la forza della Svizzera.

Il tubo autostradale è stato un passaggio importante nella nostra storia, ma rappresenta una visione del passato, ormai superata da un’opera che avremo il piacere di festeggiare tra meno di due anni. Nel giugno 2016 infatti inaugureremo la galleria ferroviaria più lunga del mondo. Una galleria che trasforma la Svizzera… SOLO DAL PUNTO DI VISTA FERROVIARIO NATURALMENTE, in una pianura senza più montagne.

Tutti noi stiamo lavorando alacremente per arrivare pronti a questo importante appuntamento! E mentre facciamo questo, lavoriamo anche al proseguimento verso sud di AlpTransit, alla Galleria di base del Ceneri, che unirà Bellinzona a Lugano in 6 minuti di viaggio

Penso che il progetto globale AlpTransit per l’asse del San Gottardo rispecchi da molti punti di vista ciò che la Svizzera rappresenta. La dice lunga su come funziona il nostro Paese. Il successo dopo l’apertura dimostrerà ancora una volta la sua straordinaria efficienza. Molti dei valori che caratterizzano la Svizzera e molti dei principi che animano gli abitanti di questo Paese si ritrovano nella storia del progetto AlpTransit, dall’idea iniziale fino alla sua realizzazione.

Le Svizzere e gli Svizzeri hanno detto sì a più riprese ad AlpTransit. Cosa che non si può proprio dire per un ipotetico raddoppio autostradale. Facciamo qualche paragone: quando ci si è accorti che i costi di AlpTransit sarebbero lievitati, il popolo svizzero ha votato un solido finanziamento pluridecennale all’opera. Ha invece sempre bocciato un raddoppio autostradale ed è notizia di queste settimane che parecchi Cantoni sono contrari al raddoppio perché temono che il costo esorbitante di un secondo tubo faccia cancellare i progetti stradali regionali. Ma non solo: AlpTransit ha sempre raccolto anche l’entusiasmo delle comunità che attraversa, sia in Ticino che nel Canton Uri. Di nuovo: non si può dire lo stesso per la galleria autostradale. Uri ha detto di no al raddoppio un paio di anni fa e il Ticino ha sempre votato NO al raddoppio, sia nel 1994 nella votazione sull’Iniziativa delle Alpi sia nel 2004 in occasione dell’iniziativa “Avanti!”

Care amiche, cari amici, tra qualche anno potremo offrire all’Europa una capacità di trasporto merci su rotaia attraverso tutto il territorio svizzero. Potremo beneficiare di una posizione di forza ed esercitare pressione sui Paesi vicini affinché anch’essi si impegnino per una politica dei trasporti sostenibile. Abbiamo finalmente in mano LO strumento che ci permetterà di mettere i camion sui treni e di liberare le strade da questi pericolosi e inquinanti mezzi. E di attuare quello che le Citttadine e i Cittadini si aspettano fin dal lontano 1994 dalla politica federale: IL TRASFERIMENTO DELLE MERCI DALLA STRADA ALLA FERROVIA! Non gettiamo tutto alle ortiche costruendo un secondo tubo autostradale. Il messaggio che passerebbe ai paesi che ci circondano è che non crediamo davvero nell’AlpTransit che abbiamo costruito con tanti soldi e tanto tempo. Sarebbe un peccato, sarebbe veramente un peccato!

AlpTransit sul Gottardo rientra nell’elenco dei simboli che rappresentano il mito del San Gottardo. AlpTransit è sinonimo di innovazione, precisione e affidabilità. Si tratta di valori che contemporaneamente sono alla base del successo passato, odierno e futuro della Svizzera. Prendiamoci cura di questi valori! NO AL RADDOPPIO!

Fabio Canevascini Membro del Consiglio delle Alpi e Deputato al GC

Comunicato stampa post-evento pubblicato tra l’altro sul sito dell’iniziativa delle alpi:
140809 falo TI

Locandina invito Falò delle Alpi del 9.8.2014 presso il Lido Comunale di Tenero:
Dettagli falò 09.08.2014 al lido comunale di Tenero

 

 

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