Dopo il 9 febbraio: le misure concrete del PS

Fabio Canevascini

Fabio Canevascini

Finita la sbornia euforica di chi ha vinto il 9 febbraio, eccoci a lavorare tutti assieme per applicare la volontà del 68% del popolo ticinese. Ci ha detto chiaramente che la libera circolazione, così com’è ora, non funziona. Il malessere espresso dai votanti va inteso soprattutto come una manifestazione di disagio nei confronti della pressione insopportabile sui salari. I ticinesi non accettano la cosiddetta “guerra dei disperati” dove i datori di lavoro giocano al massacro sicuri di trovare sempre qualcuno che lavorerà per meno soldi.

Secondo noi del PS per combattere il dumping salariale, la concorrenza al ribasso dei salari, la precarizzazione e la disoccupazione, bisogna introdurre un salario minimo garantito e dignitoso, ma non solo. È importante agire anche sul rafforzamento dei controlli sul lavoro notificato. Bisogna inoltre definire le zone più vulnerabili dove estendere le competenze delle commissioni tripartite di controllo e dove decretare i contratti collettivi e normali obbligatori. È necessario infine che tutti i contratti al di fuori dei contratti collettivi siano trasmessi all’Ufficio cantonale del lavoro.

Parlamento e Governo hanno già adottato alcune misure complementari cantonali per rafforzare le leggi nazionali, ma non è sufficiente per garantire un controllo ottimale e per sanzionare con determinazione gli abusi. Considerata la situazione geografica particolare del Ticino, ai margini del polo economico dell’Altopiano da un lato e del polo milanese dall’altro, considerato il sentimento di malessere espresso dai ticinesi, è necessario prima di tutto aumentare immediatamente il numero di ispettori del lavoro. Non solo: va creato un registro delle ditte che abusano della nostra situazione particolare!

Proprio per questo, qualche settimana fa il PS ha presentato numerosi atti parlamentari che vanno in questa direzione: per cominciare abbiamo lanciato una petizione che chiede al Governo di attivarsi presso le autorità federali per rafforzare e applicare al meglio le misure di accompagnamento, per introdurre un salario minimo di 4’000 franchi al mese, per estendere le competenze delle commissioni tripartite e per rafforzare i controlli. Chiediamo inoltre che la Confederazione si opponga alla defiscalizzazione, che ha il solo scopo di portare in Ticino aziende che offrono salari insufficienti per vivere in Svizzera. Per far sì che la nostra proposta abbia un maggior peso, vi invito a firmare la petizione che trovate sul sito internet del PS (http://www.ps-ticino.ch/).

Abbiamo anche inoltrato una mozione che chiede di migliorare il controllo delle condizioni di lavoro per prevenire e combattere il dumping salariale: chiediamo al Governo di avviare una modifica della Legge cantonale sul lavoro per introdurre l’obbligo, per tutti i settori dove non esiste un contratto collettivo di lavoro o un contratto normale di lavoro con salari obbligatori, di trasmettere all’Ufficio cantonale del lavoro ogni nuovo contratto, con tutti i dati relativi. Questa proposta darebbe anche un importante sostegno al lavoro della Commissione paritetica in materia di accordi bilaterali e un contributo qualificato al controllo del mercato del lavoro.

Abbiamo infine proposto al Parlamento ticinese di inviare a Berna un’iniziativa cantonale con la richiesta di porre sotto costante osservazione le zone del paese più vulnerabili al rischio di dumping e di sostituzione del personale residente. La situazione salariale del nostro Cantone è da sempre in preoccupante ritardo rispetto alla media nazionale, ma il costo della vita, in particolare negli agglomerati, non presenta differenze di valore rispetto al resto del Paese. Bisogna quindi intervenire subito anche a livello federale.

Come vedete il PS non sbraita e non si riempie la bocca con proposte irrealizzabili. Il PS lavora e presenta soluzioni efficaci, sicure e praticabili: ora spetta agli altri andare oltre le posizioni ideologiche preconcette.

Fabio Canevascini, deputato PS al Gran Consiglio

Pubblicato su diversi giornali

 

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