Il nostro parlamento a maggioranza di centro-destra ha recentemente preso due decisioni distinte che se messe a confronto fanno capire a chi si ispira questo legislativo. La leggenda che guida le decisioni del parlamento deve essere quella di Robin Hood, l’eroe della foresta di Sherwood che prendeva ai ricchi per dare ai poveri. Solo che la maggioranza borghese (e ci metto anche la Lega, ormai indistinguibile dai partiti storici) è come lo sceriffo di Nottingham: quel personaggio che si prendeva quelle poche monete nelle case del popolo per portarle al ricco e viziato principe Giovanni.
La prima di queste due decisioni nefaste riguarda il progetto di amnistia fiscale, che permetterebbe a chi ha evaso il fisco per anni di sanare la propria posizione risparmiando addirittura il 70% sulle imposte arretrate. Chi si autodenuncia non pagherebbe nessuna multa e riceverebbe appunto un cospicuo sconto su quanto deve alla collettività. Il Partito Socialista ha lanciato il referendum. Le ragioni sono semplici e chiare: si tratta, come detto, di un provvedimento iniquo e ingiusto che premia gli evasori e beffa i contribuenti onesti che hanno sempre pagato le imposte fino all’ultimo centesimo. Inoltre quasi certamente l’amnistia votata dal Gran Consiglio è incompatibile con la Costituzione e con le leggi federali. Non bastassero questi due motivi, di per sé già più che sufficienti, l’amnistia non solo sarà inutile per rimpinguare le casse dello Stato, ma potrebbe perfino essere controproducente, perché invoglierà a evadere anche chi finora non lo ha fatto.
Proponiamo altro, ad esempio invece di premiare chi ha evaso il fisco aumentiamo i controlli fiscali sul territorio. Ma sappiamo bene chi si oppone a questa misura: i partiti borghesi!
Questo primo referendum si aggiunge a quello già annunciato contro i tagli ai sussidi di cassa malati, la seconda delle scelte balzane degli sceriffi di Nottingham che siedono a Bellinzona. Infatti, non contenti dei regali ai ricchi, i deputati borghesi hanno deciso di seguire il Consigliere di Stato Beltraminelli nella sua sforbiciata ai sussidi di cassa malati. Aiuti che oggi, in periodo di crisi, servono ancora di più a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Anche qua il Partito Socialista ha lanciato un referendum per bloccare sul nascere questa stangata a danno dei ticinesi bisognosi.
L’amnistia fiscale e i tagli ai sussidi di cassa malati sono provvedimenti di natura diversa ma contraddistinti da un’unica filosofia: penalizzare i meno abbienti e favorire i più ricchi. Esattamente l’opposto di quanto dovrebbe fare uno Stato responsabile, sensibile alla giustizia sociale e attento ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. Noi del PS ci opporremo in tutti i modi a queste derive. Di conseguenza invito le cittadine e i cittadini a fare altrettanto, firmando entrambi i referendum. I formulari sono disponibili sul sito internet del Partito Socialista e ci troverete nelle prossime settimane nelle piazze.
Due curiosità per concludere. Il numero di Bilanz attualmente in edicola ha stilato l’annuale classifica dei Paperoni elvetici: il totale dei patrimoni delle 300 persone più agiate che vivono in Svizzera è stimato in circa 565 miliardi di franchi. Hanno aumentato i loro averi di 52 miliardi, il 10% rispetto all’anno precedente! Dire che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri non è quindi un vuoto slogan ma è, purtroppo, la realtà dei fatti.
Una seconda curiosità, sulla Lega post-Bignasca. Vi siete accorti di quanto è cambiata in pochi mesi? Dopo la scomparsa del fondatore-padrone del movimento, la Lega si è velocemente allontanata da quell’anima sociale che l’ha contraddistinta negli anni passati. Ormai è schierata sempre e comunque con lo zoccolo duro dei conservatori e borghesi, la sua anima sociale non c’è più. Anche questi sono fatti.
Fabio Canevascini, deputato PS al Gran Consiglio